L’influenza aviaria è una malattia virale che colpisce i volatili selvatici (anatre) e quelli domestici (polli e tacchini) fino a provocarne la morte. Ma come si può contrarre il virus e soprattutto, quali rischi per l’uomo di venire infettato? Di influenza aviaria si è parlato l’immunologo Fernando Aiuti, il segretario nazionale di Federfarma Franco Caprino, Stefano Masini, responsabile ambiente e consumi di Coldiretti e Marco Ansaldo, inviato della Repubblica in Turchia.
Gli esperti assicurano che la trasmissione all’uomo avviene solo tramite il contatto stretto con animali vivi infetti o con le loro deiezioni e non quindi consumandone uova e carne; purché gli alimenti siano cotti accuratamente.
Quanto alla sicurezza, il nostro Paese è del tutto autosufficiente nella produzione di pollame e le nostre carni, assicurano gli esperti, sono assolutamente sicure. Per controllarne l’italianità, inoltre, da oggi è possibile verificare la provenienza delle carni bianche tramite un’etichetta in più posta sulle confezioni.
Resta pur sempre il rischio che il virus dell’influenza aviaria subisca una mutazione e si trasformi in un’infezione in grado di colpire l’uomo e, successivamente, di diffondersi da persona a persona come una normale influenza, ma molto più pericolosa perché del tutto nuova al nostro sistema immunitario.
Ed è allarme per l’esplosione di un’epidemia su scala mondiale. Un vaccino specifico per uso umano non esiste ancora. “Gi antivirali in Italia non ci sono perché non è stato ancora registrato uno dei due farmaci” spiega Aiuti. Dei due, quello già registrato è andato esaurito, mentre l’altro, sebbene registrato in Europa da alcuni mesi, non è ancora disponibile in Italia.
Quanto all’efficacia, “è stato dimostrato che il Tamiflu è efficace nel ridurre la replicazione del virus influenza, nell’attenuare la sintomatologia, nell’attenuare la malattia e anche nel prevenire l’infezione influenzale se viene assunto prima”. Ma al momento “questo farmaco non serve perché non c’è né l’influenza classica né quella aviaria”. Insomma “la disponibilità potrebbe essere importante tra qualche mese” spiega Aiuti che aggiunge: “prenderlo adesso non serve a nulla".
Il ministero della Salute ha comunque annunciato di aver già firmato contratti con tre aziende farmaceutiche che garantiranno all’Italia la fornitura di circa 36 milioni di dosi. Ma prima è necessario che il virus da combattere sia individuato.
I vaccini antinfluenzali attualmente in commercio, anche se non garantiscono una protezione specifica contro il virus ancora sconosciuto, sono utili per rafforzare le difese immunitarie e per scongiurare il rischio di essere simultaneamente colpiti dai due “tipi” d’influenza (quello umano e quello aviario). “Non ci dovrebbero essere problemi di disponibilità dei vaccini contro l’influenza stagionale", assicura Caprino. "Le farmacie per ora sono rifornite”.


